Proiezioni di borsa settimanali

Proiezioni di borsa settimanali su:

Oro e Petrolio WTI

 EUR/USD, GBP/USD, USD/JPY, USD/CAD, AUD/USD, NZD/USD, USD/CHF

Principali indici azionari USA, Europa, UK e Giappone


Istruzioni per l’uso

In questa pagina trovi le proiezioni di borsa di carattere fondamentale che preparo ogni lunedì per operare al meglio nel corso della settimana. Sono analisi fondamentali che puoi consultare in modo del tutto gratuito.

Ti avverto subito che non mi reputo per niente un guru della finanza capace di azzeccare sempre l’andamento di tutti gli asset finanziari analizzati. Tutt’altro.

Le analisi che leggi sono frutto di un mio lavoro di ascolto, ricerca e sintesi di quello che i migliori investitori, trader e analisti finanziari del mondo pensano riguardo l’andamento dei mercati globali in questo momento. Quindi non è per niente solo e soltanto farina del mio sacco.

Insomma, il mio ruolo non è quello ergermi a guru dei mercati. Bensì quello di essere un “selezionatore e semplificatore” delle previsioni finanziarie che persone molte più influenti e importanti di me fanno riguardo i mercati.

Prima di iniziare, leggi queste brevi istruzioni dove ti spiego quanti e quali asset sono analizzati, quando vengono aggiornate le analisi, gli orizzonti temporali su cui valgono queste proiezioni di borsa, che icone uso e come ti presento i contenuti. 


Quanti e quali asset sono analizzati?

Ti offro le proiezioni di borsa per i seguenti 18 asset finanziari, che ho diviso in 9 blocchi per comodità mia di analisi e tua di lettura.

tigre bianco nero1) Oro

2) Petrolio WTI

3) Europa e USA:

– EUR/USD

– Tre indici USA: S&P 500, NASDAQ 100, DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE 30

– Quattro indici Europa: EURO STOXX 50, FTSE MIB 40, DAX 30, CAC 40

4) UK: GBP/USD e FTSE 100

5) Giappone: USD/JPY e NIKKEI 225

6) Canada: USD/CAD

7) Australia: AUD/USD

8) Nuova Zelanda: NZD/USD

9) Svizzera: USD/CHF


Quando vengono aggiornate queste proiezioni di borsa di carattere fondamentale?

La risposta è ogni settimana.

Ogni lunedì questa sezione del sito è aggiornata con le proiezioni di borsa relative alla settimana corrente.


Per quali orizzonti temporali valgono queste proiezioni di borsa?

Questo è un punto molto delicato.

Queste proiezioni di borsa valgono per il breve termine, che come sai se hai letto qualche mio articolo è l’orizzonte più adatto per il trading. Ma breve termine non significa brevissimo termine!

Per essere più precisi, queste proiezioni di borsa valgono per un periodo di alcuni mesi, ovvero per un periodo che va dalla settimana in cui esce l’analisi fino ai successivi 2-3 mesi.

Chiaramente le previsioni possono, anzi devono cambiare nel corso delle settimane a seconda degli avvenimenti di mercato.

L’importante è dunque seguire ogni settimana queste proiezioni così da essere sempre ben informati su che cosa sta succedendo sui mercati. E soprattutto in modo tale che se cambiano le condizioni di mercato sei pronto a modificare le impostazioni delle tue trade. 


Occhio alle icone

Per ogni asset ti suggerisco se ci sono le condizioni fondamentali per assistere a breve a un rialzo o a un ribasso del prezzo. Oppure ti suggerisco se su tale asset è meglio rimanere neutrali per il momento. Ogni proiezione è accompagnata dalla relativa icona.

Inoltre, per ogni asset ti segnalo se rispetto alla settimana precedente la proiezione di borsa è rimasta la stessa oppure no. Se è rimasta la stessa, ci sarà scritto “resto bullish, o resto bearish, o resto neutrale”. Se invece la proiezione è cambiata, ti sarà specificato e potrai leggere sotto per quali motivi essa è cambiata. 

Vediamo ora le icone e cosa significano. 


Bullish

proiezioni di borsa icona toro

Vuol dire che penso che un asset dovrebbe salire di prezzo nei successivi 2-3 mesi. L’icona è quella di un toro, un bull. 


Neutrale

proiezioni di borsa icona arbitro

Vuol dire che ti suggerisco di restare neutrale sull’asset nei successivi 2-3 mesi, ovvero che fare previsioni fondamentali su tale asset è al momento troppo azzardato. L’icona è quella di un arbitro.


Bearish

proiezioni di borsa icona orso

Vuol dire che penso che un asset dovrebbe calare di prezzo nei successivi 2-3 mesi. L’icona è quella di un orso, un bear.


Come ti presento i contenuti?

Ti presento le proiezioni di borsa settimanali come ti presento tutti gli altri contenuti del sito: in modo diretto, chiaro e semplice.

Per non farti addormentare, inserisco anche qua e là un po’ di immagini e meme comici…spero che apprezzerai! 

Ora sei pronto, le istruzioni sono finite. Si inizia!

scimpanzè


Proiezioni di borsa 25-29 Settembre 2017

Oro

Resto bullish

proiezioni di borsa icona toro

– Trend giornaliero corrente: bullish. Partendo da un minimo di $1,120 a Dicembre 2016.

– Prezzo di chiusura della scorsa settimana: $1,296 oz (per oncia).

Proiezioni di borsa sull’oro: 6 motivi per cui sono bullish sull’oro

1) Incertezza geopolitica globale che cresce sempre più: il terrorismo è una costante, e una guerra/azione militare per la questione Nord Corea è sempre più probabile

I rischi geopolitici globali sono sempre da monitorare quando si parla di oro. Dobbiamo però fare una distinzione:

1) Gli attacchi del terrorismo islamico sono, ahimè, diventati una parte di vita “normale” in Europa e in generale nel mondo occidentale. Ciò vuol dire che i mercati ormai non reagiscono più a questo tipo di attacchi, sono già “scontati” nei prezzi di mercato. Triste a dirsi, ma è la verità.

2) Scoppio di guerre o azioni militari rilevanti. Ben diversa è questa situazione, soprattutto se in una possibile guerra entra in gioco una “big” come USA o Russia. Quindi è un’escalation di tensione o lo scoppio di un conflitto che veda protagonisti USA o Russia, è quello che sarebbe un evento molto grave per il mondo e per i mercati globali. In questo caso l’oro si apprezzerebbe molto.

In questi ultimi giorni la tensione tra Corea del Nord e USA, Giappone e Corea del Sud sta probabilmente vivendo il suo apice. Difficile prevedere come tutto questo si risolverà, ma i tanti (troppi) test nucleari di Kim sembrano portare inesorabilmente verso azioni militari.

L’oro dunque subisce di continuo influenze rialziste a causa di questa questione. E se il tutto sfocerà in un’azione militare, l’oro si rafforzerà ancor di più.

2) Gli uragani in USA stanno creando danni enormi a cose, persone e all’intera economia americana

Harvey, Irma e forse Jose. Questi sono i nomi degli uragani che in queste settimane stanno flagellando gli Stati Uniti. Portando morte, distruzione e danni per diversi miliardi di dollari. Questi uragani stanno un po’ rallentando l’economia USA.

Tuttavia, come ha dichiarato di recente la Yellen stessa, è improbabile che tali disastri naturali abbiano effetti troppo negativi sull’economia USA nel medio termine. Ma nel breve termine si.

3) Incertezza sulla Brexit

Gli ultimi mesi hanno dimostrato che l’oro è molto sensibile alla Brexit. Inoltre, di recente lo scenario che sembrava impossibile si è verificato: la May non ha vinto le elezioni come era largamente atteso alla vigilia.

La May è comunque riuscita a formare il suo nuovo governo e ottenere la fiducia, grazie all’appoggio degli unionisti nord-irlandesi. Resta il fatto che questa situazione è di estrema incertezza. Chiaramente il nuovo governo May è più debole, e non più forte, di quello May prima delle elezioni. E ciò potrebbe pesare tanto sulla finalizzazione della Brexit e quindi sull’oro.

Infatti, continuano a ondate più o meno importanti i rumors sulle difficoltà nelle trattative per l’uscita dall’UE e su una possibile hard Brexit. E questa situazione politica della May non aiuterà per niente, anzi.

In generale, la Brexit è una questione che è ancora tutta in divenire, visto che è difficile anticipare come si concluderanno i negoziati e il processo di uscita in sé. Questo è quindi un fattore di incertezza sull’oro nel medio/lungo periodo.

4) Incertezza sulla questione Russiagate

Nelle ultime settimane qualche forza bull sull’oro è stata creata anche da qualche problemino di Trump sul Russiagate. Riguardo il Russiagate ci sono novità ogni settimana, ma ad oggi l’impeachment sembra comunque lontano.

In ogni caso, anche se l’impeachment vero e proprio non ci sarà mai, ogni volta che escono rumors su problemi di Trump sul Russiagate c’è una forza in più bullish sull’oro.

5) I rialzi dei tassi delle banche centrali dei paesi più sviluppati potrebbero avere effetti misti sull’oro. Anche se al momento tali effetti sembrano più rialzisti che ribassisti

Per esempio un dollaro forte fa scendere l’oro, quindi USD e oro hanno una correlazione inversa. Mentre altre valute come euro e soprattutto AUD tendono ad avere correlazioni dirette con l’oro.

In questo momento le banche centrali dei paesi più sviluppati del mondo stanno attuando delle politiche monetarie restrittive oppure si apprestano ad attuare delle politiche monetarie restrittive. E visto che l’oro è collegato in modo diverso con le diverse valute dei paesi sviluppati, ciò sta avendo effetti misti sull’oro.

Facciamo ora degli esempi.

Lo scorso mercoledì 10 settembre la Yellen ha stupito un po’ tutti, facendo intendere che è probabile che la FED alzi i tassi per la terza volta quest’anno a Dicembre. Molti pensavano invece che il prossimo rialzo sarebbe stato nel 2018.

I rialzi dei tassi della FED, di norma, portano gli investitori a vendere l’oro per acquistare i titoli di stato USA che aumentano il loro rendimento. E quindi in questi casi le persone disinvestono in oro che è infruttifero per mettere soldi altrove.

E una Yellen così hawkish ha causato esattamente questo: un forza rialzista sul dollaro e una ribassista sull’oro. Anche se non così tanto da fare cambiare i trend in atto.

Ricordiamo inoltre che l’oro, essendo quotato in dollari, presenta una correlazione inversa con il dollaro stesso. Quindi quando il dollaro si apprezza l’oro cala, e viceversa.

E poi c’è la BCE.

La BCE si è riunita lo scorso giovedì 7 settembre. Draghi ha rimandato tutto a Ottobre, dicendo che sarà in quella riunione che comunicherà le sue decisioni sul QE: sarà tapering oppure verrà di nuovo prolungato? Inoltre, Draghi si è detto anche po’ preoccupato della forza eccessiva dell’euro in questo momento. Anche le decisioni di Draghi a Ottobre influenzeranno l’oro.

6) Incertezza sul futuro delle istituzioni europee

In Germania come ampiamente previsto ha di nuovo trionfato la Merkel. Anche se il partito di ultra-destra ha superato ogni aspettativa. Comunque, dal punto di vista degli equilibri di potere in UE cambia poco: la Merkel rimane centrale.

Sebbene il rischio politico di vittorie populiste fortemente anti-europee in Olanda, Francia e Germania (anche se non ancora in Italia) sia svanito, rimane una forte incertezza sul futuro delle istituzioni dell’UE.

Questo perché tutte le forze politiche europee, anche le più europeiste, sono d’accordo sul fatto che l’UE vada riformata.

Tuttavia, scongiurato quello che era un vero e proprio pericolo per la moneta unica e per l’UE, tutti i problemi restano. Le istituzioni europee così come sono non funzionano e vanno riformate.

I leader europei saranno in grado di riformare l’UE nei prossimi mesi? Se la risposta è si l’oro potrebbe calare, se la risposta è no si potrebbero creare nuove turbolenze sull’UE e sull’euro e l’oro potrebbe apprezzarsi.

C’è da dire che questo è un fattore di incertezza e neutralità sull’oro abbastanza di lungo termine.

toy story meme oro

Proiezioni di borsa sull’oro: 1 rischio al ribasso sull’oro

1) L’oro potrebbe muoversi al ribasso per questione di politica monetaria da parte delle banche centrali dei paesi più sviluppati

Prima abbiamo detto che le politiche monetarie da parte di molti banchieri centrali stanno avendo effetti misi sull’oro.

Detto questo, ci sono ancora delle situazioni da vedere. Le prossime mosse di Draghi e della Yellen non sono certe. Se per esempio nelle prossime settimane Draghi dovesse essere più dovish delle attese è possibile che l’EUR/USD inverti l’attuale trend rialzista. Influenzando anche l’oro al ribasso.


Petrolio WTI

Resto bearish

proiezioni di borsa icona orso

– Trend giornaliero corrente: bearish, partendo da un massimo di $55 toccato a febbraio 2017.

– Prezzo di chiusura della scorsa settimana: $50.6 bbl (al barile). 

Proiezioni di borsa sul WTI: 3 motivi per cui sono bearish sul petrolio WTI

1) Il continuo aumento della produzione di petrolio in USA. Anche se al momento la produzione è rallentata della piaga uragani

Gli USA negli ultimi mesi hanno sfruttato i momentanei tagli di produzione dei paesi OPEC per aumentare le proprie quote di mercato. Questo continuo aumento ha prima controbilanciato i tagli di produzione dei paesi OPEC, e poi di fatto ha spinto il WTI in una spirale ribassista.

Prima della piaga uragani erano molti mesi, infatti, che gli indicatori di produzione di greggio USA uscivano in continuo rialzo. Sto parlando dell’andamento delle scorte governative di petrolio USA e degli impianti di trivellazione petrolifere attive in USA. Questi dati escono aggiornati ogni settimana. Solo di recente i danni degli uragani stanno facendo uscire negativi tali dati.

La distruzione di alcune infrastrutture petrolchimiche USA a causa degli uragani ha permesso al WTI di creare un mini-trend rialzista di 3 settimane.

Però come dicono la Yellen e Trump è improbabile che i danni degli uragani avranno impatti decisivi sull’economia americana nel medio termine. Ed in infatti gli impianti di produzione stanno man mano tornando ai livelli precedenti la distruzione.

La scorsa settimana le scorte di petrolio USA sono aumentate in modo superiore alle attese (notizia bearish). Mentre le trivellazioni attive USA sono calate da 749 a 744 (notizia bullish).

2) Tra i membri OPEC è in atto da diversi mesi un accordo che limita la produzione dei paesi membri…ma ciò non ha pesato più di tanto sulla ripresa del greggio perché tali tagli sono troppo deboli e non bilanciano il forte aumento di produzione USA > a Novembre o a Gennaio si deciderà se estendere, terminare o persino rafforzare i tagli di produzione

Facciamo un passo indietro. A novembre 2016 c’era stato un epocale accordo tra i paesi OPEC che sanciva il taglio della produzione di 1.8 milioni di barili al giorno. Anche la Russia faceva parte di tale intesa. Questo accordo aveva permesso al WTI di toccare quota $55 a dicembre 2016.

Da allora, prima c’è stata una lunga fase di consolidamento. Poi il petrolio ha ripreso a scendere perché, come detto prima, la produzione USA è cresciuta senza sosta.

Lo scorso 25 maggio, nella riunione ufficiale OPEC, i paesi membri hanno deciso di prolungare l’accordo sui tagli della produzione per altri 9 mesi. Nonostante un momentaneo balzo in avanti dei prezzi, però, ben presto la spirale ribassista è tornata.

Perché i paesi hanno si prolungato l’accordo per altri 9 mesi, ma non hanno aumentato l’intensità dei tagli. E con gli USA che producono petrolio come matti ciò non sta bastando a far ripartire i prezzi al rialzo. Inoltre, alcuni paesi come Nigeria e Libia sono esenti dall’accordo, e continuano ad aumentare la loro produzione.

I prossimi importanti meeting OPEC saranno a Novembre 2017 e/o a Gennaio 2018. Li si vedrà se i paesi OPEC riusciranno a trovare un nuovo accordo sui tagli della produzione, prolungheranno quello in essere o termineranno qualsiasi restrizione.

Fino ad allora, il WTI dovrebbe restare in una spirale ribassista. A patto che gli USA si riprendano per bene dai danni degli uragani.

3) Sembra che i grandi hedg fund globali stiano entrando short sul WTI

Il petrolio è la commodity che più di tutti è tradata dai grandi hedge fund globali, che al momento sembrano stiano puntando decisamente short su di esso. Questo almeno secondo quanto riportato dall’U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

usa meme petrolio

Proiezioni di borsa sul WTI: 1 rischio per un rialzo dei prezzi del petrolio

1) Rischi geopolitici in medio oriente

Come sai, negli ultimi mesi c’è stata un’escalation di tensioni globali per questioni relative principalmente (anche se non solo) al medio oriente.

I rischi geopolitici sul medio oriente possono portare a guerre e conflitti in quell’area che, chiaramente, porterebbero a diminuire e non di poco la produzione di greggio. E quindi con meno produzione, il prezzo del petrolio salirebbe.

Al momento è difficile predire come si svilupperanno tutte le tensioni in middle east. Se le tensioni aumentassero e se addirittura scoppiassero nuovi conflitti, il prezzo del petrolio crescerebbe. Se invece alcune delle criticità esistenti rientrassero anche parzialmente, allora il petrolio potrebbe invece calare ulteriormente.


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Europa e USA

EUR/USD (Fiber) 

Resto bullish

proiezioni di borsa icona toro

– Trend giornaliero corrente: bullish, partendo da un minimo di 1.035 toccato lo scorso gennaio 2017.

– Prezzo di chiusura della scorsa settimana: 1.194.

Proiezioni di borsa sull’EUR/USD: 2 motivi per cui sono bullish sull’EUR/USD

1) Divergenza tra le politiche monetarie della Fed e della BCE che potrebbe finire presto: Draghi dovrebbe presto diventare hawkish

La Yellen è hawkish e sta attuando una politica monetaria restrittiva. Draghi è dovish e sta attuando una politica monetaria espansiva MA potrebbe presto cambiare rotta e concludere le sue politiche espansive. E questo fa e farà apprezzare l’euro. Ma andiamo con ordine.

L‘inflazione nell’eurozona sta ripartendo, e quindi le misure super espansive degli ultimi anni potrebbe essere ormai vicine al capolinea. Insomma, presto Draghi dovrebbe iniziare ad essere hawkish, e quando lo farà l’EUR/USD aumenterà. Anzi, già i rumors su di questa nuova fase della BCE stanno facendo apprezzare l’euro nelle ultime settimane.

La BCE si è riunita lo scorso giovedì 7 settembre. Draghi ha rimandato tutto a Ottobre, dicendo che sarà in quella riunione che comunicherà le sue decisioni sul QE: sarà tapering oppure verrà di nuovo prolungato? Inoltre, Draghi si è detto anche po’ preoccupato della forza eccessiva dell’euro in questo momento.

Dall’altro lato c’è la FED. Gli analisti avevano molti dubbi sul fatto che la Yellen alzasse o meno i tassi per la terza volta il prossimo Dicembre. Anche se si pensava più “no” che “si”.

Invece nella riunione dello scorso mercoledì 10 settembre la Yellen ha stupito un po’ tutti, facendo intendere che è probabile che la FED alzi i tassi per la terza volta quest’anno a Dicembre. Molti pensavano invece che il prossimo rialzo sarebbe stato nel 2018. Inoltre, la FED ha reso pubblico il suo piano di riduzione del bilancio per i prossimi mesi. Ed anche in questo è stata un po’ più hawkish di come la si aspettava.

Tutto ciò sarebbe dovuto essere un forte fattore bearish per il cross. Tuttavia, il cross si è indebolito si, ma non ha cambiato il trend rialzista in atto. La sorte dell’attuale trend si vedrà sicuramente dalle prossime mosse di Draghi di Ottobre.

Alla luce di questa divergenza monetaria che ancora c’è ma potrebbe finire presto, al momento sono bullish sull’EUR/USD.

2) Il rischio di vittorie politiche in Europa dei cosiddetti “populisti” è svanito (al momento)

Wilders ha perso in Olanda, e soprattutto Le Pen ha perso in Francia. In Germania l’ultradestra ha avuto un grande risultato, ma comunque la Merkel ha vinto come da pronostico.

Queste 3 elezioni, soprattutto quella francese, sono state molto importanti. La vittoria di Le Pen avrebbe di fatto significato l’inizio della fine per l’euro e per l’UE, con un connesso crollo dell’euro.

Ora questo scenario sembra ben lontano, e quindi è chiaro che ciò è una spinta al rialzo per l’euro, almeno in questo momento.

yellen meme hawkish

Proiezioni di borsa sull’EUR/USD: 2 rischi per un ribasso dell’EUR/USD

1) Rischio che i dati sull’economia USA superino anche le più rosee aspettative > e conseguente Yellen molto hawkish

Negli ultimi mesi, i dati economici USA sono stati tutti o quasi buoni, dall’occupazione, all’inflazione, alla manifattura, ed altro ancora.

Gli USA stanno vivendo un periodo economico molto positivo, con l’occupazione ai minimi, mercati azionari ai massimi all-time, e consumi in espansione. Sulla base di queste ottime condizioni, la Yellen ha iniziato un graduale aumento dei tassi. Che continuerà anche nel 2018.

Ma se i dati economici USA continuassero ad uscire positivi, o meglio molto positivi oltre ogni più rosea aspettativa, allora la Yellen potrebbe pensare di alzare i tassi molte altre volte ancora nei prossimi mesi. O comunque potrebbe essere più hawkish di quanto i mercati si aspettano. E in questo caso l’USD si rafforzerebbe.

2) Divergenza tra le politiche fiscali di USA e Europa, e divergenza tra le prospettive di crescita economica di USA e Europa

Come detto, gli USA stanno vivendo un periodo economico eccezionale. Inoltre, la vittoria di Trump sembra che al momento stia aiutando l’economia USA ancor di più.

Tra le altre cose, Trump sta attuando misure come il taglio delle tasse, la deregolamentazioni di molti settori, l’attuazione di un piano infrastrutturale molto vasto, una politica fiscale molto espansiva, e la protezione dei prodotti americani.

Sono tutti programmi che stanno portando e porteranno grande vigore a una crescita americana che è già ottima.

Se Trump continuerà a mantenere le sue promesse economiche e fiscali, gli USA potrebbero, come detto prima, andare “oltre le più rosee previsioni economiche”, e in questo caso il dollaro potrebbe riprendere a rafforzarsi. Un Trump “ok ma non eccezionale” invece dovrebbe far mantenere l’USD abbastanza stabile.

Tuttavia, va detto che Trump potrebbe anche essere un fattore al ribasso del dollaro. Per esempio nelle ultime settimane il dollaro ha risentito un po’ dello scandalo Russiagate, con molti media che hanno persino ipotizzato un possibile impeachment del presidente americano. Al momento, però, questa evenienza sembra decisamente improbabile.

L’Europa invece arranca.

La crescita è migliorata rispetto al passato, ma rimane molto disomogenea da paese a paese. E ciò nonostante la politica monetaria molto espansiva degli ultimi anni. I paesi mediterranei, soprattutto, continuano ad avere grosse difficoltà.

E ci sono problemi strutturali enormi come la debolezza dalla banche europee, l’immigrazione incontrollata, e più in generale il funzionamento delle istituzioni europee.

La politica fiscale rimane non espansiva (vedi austerity e vincoli di bilancio), e spesso imposta dalla Germania a tutti gli altri paesi dell’unione. Le prospettive di crescita rimangono sicuramente tutt’altro che rosee anche per il 2017 e il 2018. Qualche flebile voce dall’Italia e da altri paesi dell’unione per smetterla di essere l’Europa dei vincoli di bilancio c’è. Ma il tutto sembra ancora un fuoco di paglia. 

Vedremo come i vecchi e nuovi leader europei reagiranno a questi problemi. Riusciranno a trovare qualche soluzione, anche parziale? In questo caso l’euro avrebbe una ulteriore spinta rialzista. Se dovessero continuare a fallire, invece, è possibile che il cross possa soffrirne al ribasso.


S&P 500, NASDAQ 100, e DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE 30 (USA)

Resto bullish

proiezioni di borsa icona toro

– Trend giornaliero corrente: bullish, partendo da dei minimi toccati a febbraio 2016, per tutti e 3 gli indici. 

– Prezzi di chiusura della scorsa settimana: S&P a 2,501, NASDAQ a 5,928, DJ a 22,333.

Proiezioni di borsa sui tre indici azionari USA: 2 motivi per cui sono bullish sui tre indici americani

1) Politiche fiscali espansive e politiche economiche favorevoli dell’amministrazione Trump volte a migliorare ancor di più un’economia che è già fortissima

E’ un discorso simile a quello fatto prima riguardo l’EUR/USD.

L’elezione di Trump, come saprai già bene, ha dato una forte scossa al rialzo ai mercati USA. Ciò è accaduto perché il programma economico di Trump è molto ambizioso.

Tra le altre cose, esso prevede il taglio delle tasse, la deregolamentazioni di molti settori, l’attuazione di un piano infrastrutturale molto vasto, una politica fiscale molto espansiva, e la protezione dei prodotti americani.

Sono tutti programmi che se attuati porterebbero grande vigore a una crescita americana che è già ottima, e quindi farebbero rafforzare ancor di più i 3 indici di mercato USA.

Nelle ultime settimane Trump ha dimostrato di poter essere di parola e mantenere le sue promesse. Ha firmato già molti decreti dal suo insediamento. Su accordi commerciali. Su immigrazione. Sul muro col Messico. Su tasse e infrastrutture.

Le politiche di Trump hanno dato ulteriore forza a un’economia USA che già prima era fortissima ed andava benone, e ciò ha permesso ai 3 indici USA  di toccare i massimi all time.

Gli USA vengono già da mesi di forte crescita e di dati economici ottimi in termini di occupazione, inflazione, manifattura, ed altro. Vedendo le politiche economiche promesse di Trump, ci sono tutte le condizioni affinché questo periodo positivo per l’economia e per i mercati USA continui nei prossimi mesi.

2) Politica monetaria della Yellen volta a ristabilire tassi d’interesse “normali”

La Fed è hawkish e sta attuando una politica monetaria restrittiva volta a riportare i tassi d’interesse in condizioni di normalità, dopo anni di politica monetaria espansiva. La Yellen ha alzato i tassi per la prima volta nel 2017 lo scorso 15 marzo. E per la seconda volta lo scorso 14 giugno 2017.

Questo graduale aumento dei tassi della Yellen dovrebbe continuare nei prossimi mesi. L’aumento dei tassi dovrebbe spingere gli investitori a disinvestire in asset infruttiferi come l’oro e spostare liquidità verso i titoli stato USA. Ma visto che l’economia è così solida, è possibile che anche l’azionario USA diventi ancor di più un investimento appetibile.

trump meme clinton

Proiezioni di borsa sui tre indici azionari USA: 1 rischio al ribasso sui tre indici americani

1) Rischio che Trump non mantenga le sue promesse economiche o “esageri” su alcune situazioni commerciali o geopolitiche

Prima abbiamo detto che le politiche economiche di Trump stanno dando e daranno sicuramente vigore alla crescita degli USA. Ma se Trump non dovesse continuare a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, i mercati USA potrebbero risentirne in negativo.

Inoltre, effetti negativi sugli indici USA potrebbe verificarsi anche per un Trump che “esagera” su alcuni punti del suo programma, come il distruggere tutti o quasi gli accordi commerciali con paesi come la Cina o far scoppiare guerre. O soprattutto un Trump messo in impeachment per colpa del Russiagate: quello si che sarebbe un bel colpo al ribasso per gli indici USA.


EURO STOXX 50 (Europa), FTSE MIB 40 (IT), DAX 30 (GER), CAC 40 (FR)

Resto neutrale

proiezioni di borsa icona arbitro

– Trend giornaliero corrente: bearish per EURO STOXX, DAX E CAC. Bullish per il FTSE MIB. Tutti i listini europei sono partiti da minimi toccati a giugno 2016 post Brexit.

– Prezzi di chiusura della scorsa settimana: EURO STOXX a 3,537, DAX a 12,606, CAC a 5,285, FTSE MIB a 22,523.

Proiezioni di borsa sui quattro principali indici azionari europei: 3 motivi per cui sono neutrale sui quattro principali indici europei

1) In Europa la situazione economica sta migliorando MA in modo molto disomogeneo

Alcuni indicatori europei stanno migliorando, come la disoccupazione, la crescita, e soprattutto l’inflazione. Ma tali miglioramenti sono abbastanza disomogenei dentro l’UE, con i paesi mediterranei che faticano molto più rispetto agli altri.

L’italia è un esempio lampante, che è la terza economia UE ma cresce solo dello “0 virgola” l’anno (e nonostante i grandi aiuti monetari di Draghi negli ultimi anni). Forse solo il 2017 potrebbe vedere un PIL italiano in crescita di 1. qualcosa. Ma resta comunque una crescita bassa visti i fortissimi aiuti monetari degli ultimi anni.

I problemi dei paesi mediterranei come l’Italia hanno ormai vecchie e ben note origini. In primis ci sono problemi interni e relativi ai singoli paesi certo, quali l’incapacità di implementare riforme strutturali importanti.

Ma ci sono stati e ci sono anche grandi problemi a livello europeo, come l’austerity e i vincoli di bilancio imposti dalla Merkel a tutti i paesi UE, l’immigrazione incontrollata, e più in generale i meccanismi delle istituzioni europee che sembrano non funzionare per nulla. 

La politica fiscale di molti paesi rimane non espansiva perché l’Europa impone così, e questo è spesso un grosso macigno per la crescita economica di molti paesi dell’unione. 

2) Draghi mantiene una politica monetaria espansiva e accomodante MA essa dovrebbe finire presto

Le economie europee più deboli al momento sono parzialmente salvate dalle politiche super accomodanti della BCE.

Gli effetti negativi dovuti alla mancanza di politiche fiscali espansive sono state (e sono) per tanto tempo controbilanciate dalla politica monetaria espansiva di Draghi, che ha aiutato tantissimo economie in difficoltà come quella italiana.

Ma ormai le politiche espansive di Draghi sembrano siano arrivate al capolinea. E non è detto che la fine del QE e dei tassi a 0 porti alla crescita dei mercati azionari (come è successo in USA). Anzi, è possibile/probabile esattamente l’opposto. I motivi saranno spiegati nei “rischi al ribasso” che trovi tra poco.

3) Il rischio di vittorie di partiti anti-europei sembra ora lontano MA i problemi sulla inadeguatezza delle istituzioni europee restano

Con le sconfitte di Wilders in Olanda e Le Pen in Francia, il rischio di leader europei apertamente anti euro e anti UE sembra ora essersi allontanato.

Ciò chiaramente è positivo per le borse europee, ma ciò non toglie che tutti i problemi sul mancato funzionamento dell’UE restano e vanno risolti. Problemi che sono sintetizzati nel prossimo punto.

merkel meme austerity

Proiezioni di borsa sui quattro principali indici azionari europei: 2 rischi al ribasso sui quattro principali indici europei

1) Rischi derivanti dal fatto che l’UE ha problemi strutturali enormi, 4 in particolare

A) L’immigrazione incontrollata. E’ diventato un forte punto di contrasto tra i paesi UE, ed è collegato al timore terrorismo.

B) Le debolezza delle banche europee. Le banche europee sono deboli perché hanno dovuto sopportare una bassa redditività derivata da anni di politica monetaria eccessivamente espansiva.

C) L’austerity e il funzionamento delle istituzioni europee. Imposta per anni dalla Germania, l’austerity ha bloccato la crescita a molti paesi UE che avrebbero invece avuto bisogno di politiche fiscali espansive. Ma l’austerity imposta dall’UE è solo la punta dell’iceberg per capire che c’è un malfunzionamento di tutte le istituzioni europee.

D) Incertezza politica. La Germania voterà questo Settembre, l’Italia forse a inizio 2018.

2) Rischio derivante dal fatto che la fine del QE e/o dei tassi a 0 dovrebbe arrivare presto, ed è probabile che non avrà per niente effetti positivi sui mercati com’è successo negli USA

La differenza sostanziale è che la Fed è passata da una politica monetaria espansiva ad una restrittiva perché la crescita e l’economia erano ripartite. Era dunque un passaggio naturale e logico, i tassi ricominciano a salire perché il paziente è stato curato.

Draghi, forse, sarà costretto a terminare le sue politiche monetarie espansive non perché il malato è guarito, ma perché è diventato terminale. Insomma, la BCE non sembra avere a disposizione altre armi. I tassi sono già a 0 e da molto tempo, e il QE è stato già prolungato molte volte.

Sebbene la crescita e l’inflazione in Europa stanno pian piano ripartendo, come detto prima c’è molto differenza da paese a paese.

E sono sempre più gli economisti che sostengono che la politica monetaria espansiva accompagnata da una politica fiscale restrittiva (austerity) ha miseramente fallito, almeno riguardo a paesi più deboli come l’Italia o la Grecia. Quando Draghi cambierà rotta di politica monetaria, è possibile che ci saranno forti spinte al ribasso sui mercati europei.


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Giovanni alias Fairmaster