Cos’è la politica economica? Come funziona? Cosa sono gli indicatori macroeconomici? Quali sono gli indicatori macroeconomici più importanti? Qui trovi tutte le risposte

Cos’è la politica economica?

La politica economica è l’intervento dei poteri pubblici sull’economia per modificare il sistema economico di un paese a livello macroeconomico e raggiungere degli obiettivi economici prefissati

Cosa sono gli indicatori macroeconomici? E quali sono i principali indicatori macroeconomici?

Gli indicatori macroeconomici sono delle grandezze economiche che forniscono informazioni sull’attività economica di un paese e sugli effetti della politica economica attuata in tale paese. I principali indicatori macroeconomici, di conseguenza, sono degli indicatori molto utili per capire come sta andando l’economia di un paese in un certo momento storico.

In questo articolo:

– Scoprirai cos’è la politica economica.

– Scoprirai quali sono i principali indicatori macroeconomici che devi monitorare per capire gli effetti della politica economica attuata in un paese.

– Apprenderai tutti gli eventi macroeconomici che puoi monitorare sul calendario economico. Calendario economico live che è una risorsa gratuita di questo sito.

– Passerai alla pratica: vedrai degli esempi su che cos’è la politica economica e sull’utilità pratica dei principali indicatori macroeconomici per fare trading.

ipilQuesta lezione è pensata per essere complementare alle due precedenti lezioni di questo corso completo sul tradingLezioni che riguardano la politica monetaria e la politica fiscale

Tra parantesi, questa è l’ultima lezione di questo corso. Nel paragrafo finale potrai leggere i miei saluti “ufficiali” 😉

Infine, ti faccio notare come capire cos’è la politica economica non è solo importante per il tuo trading. Infatti, capire cos’è la politica economica e conoscere i principali indicatori macroeconomici ti rende una persona più libera perché ti permette di giudicare meglio gli effetti delle ricette economiche dei governanti.

Ora bando ai preamboli, iniziamo a scoprire cos’è la politica economica.


Cos’è la politica economica | Politica economica, macroeconomia, economia politica…un po’ di definizioni

Abbiamo visto poco fa una prima definizione di che cos’è la politica economica. Forse non lo sai, ma sei hai letto i due articoli del corso precedenti a questo…bé, sai già benissimo cos’è la politica economica!

Cos’è la politica economica? La politica economica altro non è che il considerare congiuntamente obiettivi, mosse ed effetti di politica monetaria e politica fiscale. Insomma, per fartela veramente semplice:

Politica Economica = Politica Monetaria + Politica Fiscale

Ti devo fare solo un breve distinguo tra macroeconomia e microeconomia.

La macroeconomia è tutto ciò che riguarda la politica economica. Per essere più precisi:

La macroeconomia è tutto ciò che riguarda un sistema economico a livello aggregato nel breve e nel lungo termine. In definitiva, dunque, essa riguarda tutte le azioni e gli effetti del pubblico su domanda e offerta aggregata, consumi, investimenti, risparmi, esportazioni, importazioni, inflazione, occupazione, e altro ancora

Mentre la microeconomia è una cosa ben diversa, ed ha poco a che fare con questo corso sul trading. Per completezza, ti riporto comunque una definizione di microeconomia:

La microeconomia riguarda lo studio del comportamento dei singoli agenti economici, che operano in una situazione di scarsità di risorse

La microeconomia riguarda quindi fenomeni economici a livello non aggregato come il comportamento dei consumatori. L’informazione di mercato (azzardo morale o asimmetria informativa). La teoria dei mercati (concorrenza perfetta, monopolio, duopolio o oligopolio). La teoria sulla produzione. E molti altri concetti che però non sono per nulla connessi al trading.

von hayekInfine, lascia che ti riporti anche la differenza tra che cos’è la politica economica e che cos’è l’economia politica.

L’economia politica è una scienza che studia la microeconomia e la macroeconomia nel loro insieme. Essendo una scienza, essa studia in modo esterno le leggi economiche che si occupano dell’uomo e di come esso sfrutta le risorse.

La politica economica, invece, non è una scienza, ma si occupa invece di prendere le giuste scelte economiche per un paese. E inoltre essa riguarda soltanto la macroeconomia, tralasciando tutti i fenomeni microeconomici.

In definitiva, la politica economica si occupa dunque di capire quali azioni di politica monetaria e fiscale sia meglio attuare da parte del pubblico per creare il futuro migliore possibile per l’economia di una paese


Cos’è la politica economica | Breve riassunto di politica monetaria e politica fiscale

Se hai letto i due articoli precedenti, sai bene che politica monetaria e politica fiscale sono due macro-argomenti che si fa fatica a sintetizzare in poche righe. Per capirli bene non ti resta che spararti i 2 articoli di oltre 5,000 parole l’uno che ho scritto per te! (ma sono scritti in modo molto semplice da capire).

Mi sembrava però lo stesso utile inserire le definizioni di politica monetaria e politica fiscale anche in questo articolo. Te le lascio così senza ulteriori spiegazioni, visto che trovi tutto spiegato nel dettaglio nei 2 articoli dedicati.

Definizione di politica monetaria:

La politica monetaria è l’insieme di azioni di una banca centrale volte a garantire la stabilità dei prezzi ed a sostenere la crescita economica del proprio paese (o dei proprio paesi) di riferimento. Ciò viene fatto mediante strumenti monetari quali la modifica dei tassi di interesse e l’inizio e/o la gestione di un quantitative easing (QE)

Definizione di politica fiscale:

La politica fiscale comprende ogni transazione governativa in tema di entrate pubbliche e spesa pubblica, che influenzi l’ammontare del debito pubblico


Cos’è la politica economica | I 3 decisori della politica economica

I soggetti decisori di politica economica, e quindi quelli deputati a scegliere le misure di politica monetaria e fiscale da attuare, sono sostanzialmente 3:

1) Governo, parlamento ed enti pubblici

volto renziA loro va l’onore e l’onere di prendere le decisioni di politica fiscale e di implementare l’attuazione di tali misure.

In repubbliche parlamentari come quella italiana, il governo presenta ogni anno la legge di stabilità, dentro la quale ci sono tutti i provvedimenti in ambito di politica fiscale validi per i successivi anni.

Chiaramente, tocca poi al parlamento votare la legge di stabilità e renderla effettiva.

Inoltre, i vari enti pubblici locali come regioni e comuni hanno il compito di implementare specifiche misure di politica fiscale sui territori.

2) Banca centrale

mario draghiLe banche centrali sono invece i decisori di politica monetaria. I governatori centrali decidono se applicare una politica monetaria espansiva o restrittiva, e per quanto tempo.

E decidono chiaramente anche i termini delle loro politiche monetarie. Per esempio se e quando abbassare o alzare i tassi. Oppure se e quando praticare un QE, e in quali termini.

A seconda del paese, una banca centrale può essere più o meno indipendente dalla politica.

Per esempio, in USA e in Europa le banche centrali sono (in teoria) molto indipendenti dalla politica, mentre in paesi come la Cina esse seguono di fatto i diktat dei leader politici.

3) UE

juncker parlaPer i membri dell’UE e dell’eurozona, è un dato di fatto che l’UE abbia, negli ultimi anni, preso tantissimo potere in termini di decisioni sulle politiche economiche da attuare all’interno di ogni singolo paese.

Un esempio di cui abbiamo parlato è l’austerity (politica fiscale restrittiva) che è stata imposta ed è tutt’ora imposta all’Italia dai tedeschi. Imposta per far rientrare un debito/PIL molto grande ereditato dal passato.

Un altro esempio è la politica monetaria da parte della BCE. La BCE ha sostituito qualsiasi potere sulla politica monetaria in mano ai singoli paesi dell’area euro.


Cos’è la politica economica | I 5 obiettivi della politica economica

Per capire bene cos’è la politica economica, bisogna capire quali sono gli obiettivi della politica economica.

Gli obiettivi della politica economica sono sostanzialmente 5:

obama meme1) Crescita del PIL

2) Piena occupazione

3) Stabilità dei prezzi, ovvero inflazione annua attorno al 2%

4) Equa distribuzione del reddito sia a livello sociale che a livello territoriale

5) Sostenibilità del debito, o meglio sostenibilità del rapporto debito/PIL

Come sai se hai letto gli articoli su politica monetaria e fiscale, spesso questi obiettivi sono in contrasto tra loro.

Per esempio, misure monetarie espansive favoriscono la crescita del PIL, ma potrebbe far crescere l’inflazione ben oltre il 2%. O ancora, politiche fiscali espansive favoriscono la piena occupazione, ma potrebbero far aumentare in modo pericoloso il rapporto debito/PIL.


Cos’è la politica economica | Perché è importante capire e monitorare i principali indicatori macroeconomici

Tra poco ti mostro e ti spiego tutti i principali indicatori macroeconomici che puoi e devi monitorare sul tuo candelario economico.

Ma prima, forse ti starai chiedendo: perché devo conoscere i principali indicatori macroeconomici che escono ogni settimana riguardo l’economia di un paese? E perché è così importante monitorare il calendario economico per guadagnare con il trading multi-day?

La risposta è che i principali indicatori macroeconomici che monitori per ogni paese ti aiutano a:

u got it1) Capire la situazione attuale dell’economia del paese.

Ovvero come sta andando l’economia del paese analizzato. Se è in stagnazione, in crescita o in recessione.

E poi quali sono gli spunti più importanti su tale economia: essa ha un problema di crescita? Di inflazione? Di debito/PIL? O di occupazione? O ha più di questi problemi insieme?

2) Capire le mosse passate e intuire le mosse future dei decisori di politica monetaria e fiscale del paese.

In primis, tali indicatori ti permettono di capire quali mosse economiche stanno attuando i decisori di politica economica e sopratutto quali effetti tali mosse stanno avendo sull’economia reale. Inoltre, se hai ben chiara la situazione economica di un paese puoi intuire quali saranno le mosse future dei decisori di politica economica.

Ti faccio un esempio.

Le politiche monetarie espansive di Draghi nel 2011 e nel 2012 hanno avuto gli effetti sperati nell’eurozona? Sicuramente no. L’insuccesso di tali misure avrebbero potuto farti intuire che Draghi sarebbe andato ancor più “pesante” sui tagli dei tassi e sul QE nei mesi successivi. Cosa che infatti è poi accaduta. E che fece indebolire tantissimo l’euro. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla politica monetaria.

In sintesi, capire e monitorare i principali indicatori macroeconomici dei paesi che analizzi ti rivela molte informazioni sul presente e sul futuro delle economie di tali paesi. E di conseguenza accumuli molte informazioni sia sul futuro degli indici azionari di riferimento che sul futuro delle loro valute. E questo ti permette di operare come trader in modo molto efficace.

Inoltre ti ricordo che:

information is power– In situazioni di crescita e boom economico gli indici azionari del paese di riferimento salgono, mentre la valuta di norma si deprezza a causa della forte inflazione.

– In situazioni di recessione invece gli indici azionari del paese di riferimento calano, mentre la valuta di norma si apprezza a causa della bassa inflazione.

Insomma, ogni volta che escono dati macroeconomici importanti si hanno degli indizi su come stanno andando le economie dei paesi che monitori. E di conseguenza hai degli indizi sul futuro di indici e valute collegati a tali paesi.

Ricorda: trovi le mie analisi fondamentali sulle valute più comuni per fare trading nella pagina previsioni forex. Però è molto importante che tu comprenda questi indicatori macroeconomici per capirle al meglio le mie analisi e qualsiasi altra analisi fondamentale che leggerai. E per capire bene cos’è la politica economica.


Cos’è la politica economica | Esempio + video

Poco fa ti ho riportato l’esempio della BCE per farti capire l’importanza di sapere cos’è la politica economica di una paese.

Ti faccio ora un altro esempio. Più vicino ai giorno nostri. E condito con un video.

Nel 2016, visto che in USA la crescita e l’inflazione erano fortemente ripartite, era verosimile prevedere una FED che avrebbe rialzato i tassi? La risposta è chiaramente si. E cosi fu. Nel Dicembre 2016 la FED ha cominciato ad alzare i tassi e nel 2017 sta continuando pian piano ad aumentarli.

Questo ha di conseguenza portato a un dollaro in forte crescita nei primi mesi del 2017. Ma anche a mercati azionari USA in forte crescita, perché la fine della politica monetaria espansiva è stata dovuta al fatto che c’era e c’è tutt’ora un forte boom sia di crescita che di inflazione negli USA.

Quindi “il malato era guarito”, e i tassi americani potevano ritornare normali. In questa situazione di positività, un rialzo dei tassi non ha gli effetti ribassisti sui mercati azionari come in teoria si potrebbe pensare. Ne avevamo già parlato nell’articolo sulla politica monetaria, ricordi?

Ti propongo questo spezzone di video prodotto dal Politecnico di Milano. A parlare è il professor Fabio Sdogati. Il professore commenta il primo rialzo della FED, avvenuto nel Dicembre 2016. Ascoltiamolo e poi commentiamolo insieme.

Il video parte rispondendo alla seguente domanda: ha fatto bene la FED ad alzare i tassi per la prima volta dopo tanto tempo? (siamo a Dicembre 2016)

I punti più importanti di questo spezzone di video sono:

– La FED ha fatto bene ad alzare i tassi per i seguenti motivi:

a) Crescita e inflazione erano già in forte aumento nel 2016.

b) Inoltre , il programma di Trump era ed è incentrato su una fortissima politica fiscale espansiva. Sia dal lato del taglio delle tasse che dal lato dell’aumento della spesa pubblica. Ti ricordi? Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla politica fiscale.

c) Essendo quindi gli USA già in forte crescita e con una inflazione in ripresa. Ed essendo i programmi di Trump incentrati su una politica fiscale molto espansiva che permetterà a crescita e inflazione di salire ancor di più (e di creare deficit). E’ dunque giusto riportare i tassi di interesse a livelli più “normali”. Anche per avere così un maggiore equilibrio economico nel medio lungo termine.

– Il professore prevedeva che nel 2017 la FED avrebbe alzato i tassi altre 3 volte. Oggi siamo a metà 2017, la FED ha alzato i tassi altre 2 volte e quasi sicuramente li alzerà una terza volta entro la fine di quest’anno. La previsione dunque sembra fosse azzeccata.

– Conoscendo tutte queste informazioni sulla politica economica USA, potevi intuire dunque gli atteggiamenti della FED e in generale l’andamento dell’economia USA nella prima parte del 2017. E quindi prevedere un rafforzamento del dollaro e un aumento di mercati azionari USA. Cose che sono poi successe nella prima metà del 2017.


Pausa! 

Siamo arrivati più o meno a metà di questo articolo su che cos’è la politica economica. Ti sta piacendo? Lo trovi utile? E’ uno dei migliori articoli su che cos’è la politica economica che hai trovato online?

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Grazie infinite! Ora proseguiamo.


Cos’è la politica economica | Le 11 categorie di indicatori macroeconomici

Ho deciso di raggruppare tutti i possibili indicatori macroeconomici (sono un bel po’) in 11 categorie. L’ho fatto per facilitare la tua comprensione. Tali categorie riguardano, ad esempio, occupazione, mercato immobiliare, inflazione, etc…

Dentro ogni categoria, quindi, sono raggruppati vari indicatori macroeconomici. Tali indicatori variano per:

A) Importanza. Trovi indicati per prima ed in rosso gli indicatori più rilevanti per ciascuna categoria. Quindi in rosso trovi indicati i principali indicatori macroeconomici.

flagsB) Paese. A volte lo stesso indicatore assume nomi diversi a seconda del paese a cui si riferisce. In alcuni singoli indicatori trovi dunque un “doppio nome”.

In quei casi vuol dire che l’indicatore è lo stesso ma esso può assumere nomi diversi a seconda del paese a cui si riferisce.

Questi indicatori si riferiscono soprattutto (anche se non solo) alle economie che sono oggetto di studio in questo corso e che sono quindi connessi agli asset più comuni per fare trading.

Quindi i principali indicatori macroeconomici riguardano in particolar modo le economie di USA, Europa, UK, Giappone, Canada, e Australia. Sono insomma le economie che trovi analizzate nella pagina previsioni forex


Cos’è la politica economica | 4 premesse prima di iniziare

Prima di iniziare a esplorare le 11 categorie, ti devo fare 4 precisazioni:

4 stagioni1) Alcuni indicatori macroeconomici escono sia sotto forma di dato “classico” che sotto forma di dato corretto per la stagione. In tal caso, il dato economico è depurato delle influenze della stagione corrente.

E troverai dunque accanto al dato la sigla “S.A.”, seasonal adjusted.

2) Molti dei principali indicatori macroeconomici escono con la sigla MoM, YoY o QoQ (Month over Month, Year over Year o Quarter over Quarter). Altri escono con il nome di un mese. Altri ancora escono con il nome del trimestre (quarter, esempio Q2). 

MoM vuol dire che il dato è mostrato come una variazione dal mese precedente. YoY vuol dire che il dato è mostrato come una variazione dall’anno precedente. QoQ vuol dire che il dato è mostrato come una variazione dal trimestre precedente.

Se c’è scritto il mese (es. Aug), vuol dire che il dato si riferisce a quel mese. Se c’è scritto Q (es. Q1), vuol dire che il dato si riferisce a quel trimestre.

3) Nota la differenza tra industria e manifattura nell’ambito dei principali indicatori macroeconomici. La differenza tra produzione industriale e produzione manifatturiera è spesso minima, e dipende dalle modalità di calcolo dei singoli paesi.

In linea di massima, la produzione industriale include in più rispetto a quella manifatturiera la fornitura di energia, acqua, prodotti minerali e prodotti petroliferi. Dunque più l’economia del paese si basa sull’energia, più le differenze tra i dati industriali e quelli manifatturieri sono marcate.

manifattura4) i principali indicatori macroeconomici PMI (Purchasing Managers’ Indexes). Sono indicatori relativi all’attività economica di un paese o di un cluster, basati su sondaggi mensili fatti ad aziende. I due principali creatori di tali indicatori sono l’ISM (Institute of Supply Management) per gli USA, ed il Markit Group per altri 30 paesi nel mondo.

AiG è un altro creatore di tali indici per l’Australia. Economy Watcher Survey è un altro creatore per il Giappone. Ivey è un altro ancora per il Canada.

Per ognuno di questi indicatori, sopra 50 si indica un’espansione del settore/attività. Sotto 50 si indica una contrazione del settore/attività.

Gli indici PMI di gran lunga più importanti riguardano il settore manifatturiero, e sono fatti con sondaggi che tengono conto dei nuovi ordini, della produzione, dell’occupazione, delle consegne e delle scorte del settore manifatturiero del paese o del cluster analizzato.

Altri esempi di indicatori macroeconomici PMI sono quelli che riguardano la spesa per le costruzioni, i prezzi di acquisto futuri, e altro ancora. Ora iniziamo con le 11 categorie!


Cos’è la politica economica | 1) Principali indicatori macroeconomici sulla bilancia dei pagamenti

bilancia dei pagamenti

La bilancia dei pagamenti di un paese include tutte le transazioni avvenute tra l’economia del paese e le economie dei paesi esteri. Riguarda lo scambio di beni, servizi e attività finanziarie che i residenti del paese fanno con i residenti dei paesi esteri

– Current account o bilancia dei pagamenti. E’ il dato completo riguardo la bilancia dei pagamenti in un certo periodo di tempo. Include quindi transazioni di beni, servizi e attività finanziarie. Può essere un surplus o un deficit.

– Trade balance o bilancia commerciale. E’ molto simile al current account, ma include solo transazioni di beni e servizi. Quindi esclude le transazioni finanziarie.

– Goods trade balance. Restringe ancor di più il campo, includendo solo le transazioni di beni.

– Export e import price index. Mostra la variazione media di prezzo dei beni e servizi esportati e di quelli importati.


Cos’è la politica economica | 2) Principali indicatori macroeconomici di fiducia (confidence or sentiment indicators)

indicatori di fiducia

Gli indicatori di fiducia altro non sono che sondaggi ufficiali riguardo la percezione e la fiducia sull’economia che i vari soggetti economici sentono al momento

– Consumer confidence index (CCI) o fiducia dei consumatori o consumer sentiment index. E’ un indicatore economico che misura la fiducia dei consumatori sulle condizioni attuali e future dell’economia e sulla propria condizione finanziaria attesa nei prossimi mesi.

– Business confidence o business climate o business conditions. Misura il grado di ottimismo che i manager di varie industrie hanno nei confronti della loro situazione aziendale e sull’andamento in generale dell’economia per i prossimi mesi.

– Economic sentiment o economic confidence.  E’ un indicatore che prende e pondera i 5 indici di fiducia (confidence) più importanti: consumer, industrial, services, construction e retail trade. Vediamoli:

a) Consumer confidence > Già visto prima

b) Industrial confidence > Misura il grado di ottimismo che i manager del settore manifatturiero hanno nei confronti delle loro aziende e dell’economica in generale. Testa il clima economico nel settore manifatturiero e industriale.

c) Investor confidence > Misura la fiducia degli investitori globali riguardo i mercati finanziari del paese.

d) Retail trade confidence > Misura il grado di ottimismo che gli operatori del settore retail hanno nei confronti delle loro aziende e dell’economica in generale. Testa il clima economico nel settore retail.

e) Services confidence > Misura il grado di ottimismo che i manager del settore dei servizi hanno nei confronti delle loro aziende e dell’economica in generale. Testa il clima economico nel settore terziario.


Cos’è la politica economica | 3) PIL (o GDP in inglese)

crescita

Il prodotto interno lordo (PIL) o gross domestic product (GDP) è l’ammontare dei beni e dei servizi finali prodotti da un paese in un certo periodo di tempo. E’ “interno” perché si riferisce a quello che viene prodotto nel territorio del paese, sia da imprese nazionali che da imprese estere

La variazione del PIL è il principale indicatore per quantificare la crescita economica di un paese


Cos’è la politica economica | 4) Principali indicatori macroeconomici sull’inflazione

inflation meme

– Consumer price index (CPI) o inflation o indice dei prezzi al consumo/dettaglio. Indica la variazione % dei prezzi retail (al consumo) di beni e servizi. E’ il classico modo di misurare l’inflazione.

Può essere core o non core. Quella core si concentra su un paniere di beni e servizi escludendo quelli troppo volatili come cibo, energia, alcol e tabacco.

Il CPI europeo esce invece come valore “armonizzato”, ovvero calcolato in relazione ad un paniere di beni e servizi costruito tenendo conto delle particolarità di ogni paese. Il CPI europeo armonizzato serve per avere un dato inflazionistico di sintesi a livello dell’eurozona.

– Consumer inflation expectation o prices paid index. Misura quanto i cittadini si aspettano che l’inflazione aumenti o diminuisca nei prossimi 12 mesi.

– Producer price index (PPI) o indice dei prezzi alla produzione. Misura la variazione % dei prezzi ottenuti dai produttori di beni in tutti gli step della catena del valore: materie prime, materiali intermedi e prodotti finiti. Se è core esclude i prezzi di beni volatili come cibo ed energia.

– Commodity index o commodity prices. Misura la variazione % del prezzo di un basket di materie prime nel periodo considerato.

– Industrial product prices o prezzi dei prodotti industriali. Misura la variazione % dei prezzi dei prodotti manifatturieri e industriali nel periodo considerato.

– Raw material price index. Misura la variazione % dei prezzi delle materie prime pagate dalle aziende manifatturiere nel periodo considerato.

– Shop price index. Misura la variazione % dei prezzi di beni che si acquistano nei punti vendita più popolari di un paese.

– Wholesale price index. Misura la variazione % dei prezzi ottenuti dai grossisti nel periodo considerato.


Cos’è la politica economica | 5) Principali indicatori macroeconomici sul mercato immobiliare

trump tower

– PMI construction. E’ un sondaggio ufficiale tra gli operatori del settore per misurare le condizioni generali del mercato delle costruzioni in un paese.

– New home sales. Indica le case di nuova costruzione vendute nel periodo considerato.

– Pending home sales. Misura le vendite di case per cui è stato già firmato un contratto preliminare ma la vendita non si è ancora conclusa del tutto. Da un’idea sulla futura vendita di case.

– Building permits. Mostra la variazione % dei permessi per la costruzione di nuovi edifici.

– Construction confidence/sentiment. Misura il grado di ottimismo che gli operatori del settore immobiliare hanno nei confronti delle loro aziende e dell’attività economica in generale. Testa il clima economico nel settore immobiliare.

– Construction orders. Misura il numero di ordini per la costruzione di nuove case che sono stati ricevuti dalle aziende costruttrici.

– Costruction spending. Misura la variazione della spesa totale registrata per costruire nuove case.

– Construction output. Misura la variazione di nuove case completate nel periodo considerato.

– Housing market index. E’ un indice che misura le vendite di nuove case e la costruzione di future case nel periodo di riferimento.

– Housing starts. Misura quante costruzioni di nuove case sono iniziate nel periodo.

– Mortage approvals o home loans. Indica il numero di nuovi mutui per la casa approvati nel periodo. Un numero alto vuol dire che il mercato immobiliare è in salute.

– Housing prices o house price index o housing price balance. Misura la variazione del valore delle case nel paese.


Cos’è la politica economica | 6) Principali indicatori macroeconomici sull’occupazione e sui redditi

cos'è la politica economica

– Unemployment rate o employment change. Mostra la variazione del numero di occupati nel paese, o sotto forma di unità o sotto forma di tasso/rate. Il rate misura la % di occupazione registrata nel periodo esaminato. Più occupati portano più consumi e più crescita economica. Gli occupati includono anche i lavoratori che lavorano in proprio.

– Nonfarm payrolls  o numero dei lavoratori non agricoli. E’ il numero di nuovi posti di lavoro occupati nel periodo esaminato, escludendo i lavoratori agricoli (ma escludendo anche i lavoratori governativi e di organizzazioni no profit).

– Average hourly earnings o salario orario medio o wage inflation. Mostra la variazione dei salari medi. Dà indicazioni non solo sul mercato del lavoro, ma anche sui consumi e sull’inflazione.

– Average weekly hours. Mostra la variazione delle ore lavorative settimanali medie.

– Continuing jobless claims o claimant count rate o rinnovi dei sussidi di disoccupazione. Misura il numero di persone disoccupate che ricevono un sussidio. Il tasso/rate non è il rate della disoccupazione, ma il rate delle persone che ricevono attualmente un sussidio di disoccupazione (che è una % sempre più bassa).

– Initial jobless claims o claimant count change o nuove richieste di sussidio di disoccupazione. E’ il numero di persone che ha richiesto per la prima volta il sussidio di disoccupazione nel periodo esaminato. Se è change è sotto forma di variazione.

– Job openings. E’ il numero di nuove posizione di lavoro aperte nel periodo esaminato.

– Jobs/applicants ratio. E’ il rapporto tra le nuove posizioni lavorative aperte nel periodo e il numero di application fatte nel periodo.

– Labor force partecipation rate o tasso di partecipazione alla forza lavoro. E’ la % di persone in età lavorativa che lavora.

– Labor productivity o indice della produttività. E’ un variazione % che mostra com’è cambiato l’output di produzione per ogni ora di lavoro. Indica la produttività di un’economia.

– Nonfarm productivity o indice della produttività non agricola. E’ un variazione % che mostra com’è cambiato l’output di produzione per ogni ora di lavoro. Indica la produttività di un’economia, escludendo lavoratori agricoli, governativi e di organizzazioni no profit.

– Part time employment. Indica la variazione degli occupati part time nel periodo considerato.

– Personal income o redditi personali. E’ il reddito totale guadagnato dai cittadini, includendo salari, dividendi, interessi, affitti, e qualsiasi altra forma di guadagno.

– Unit labor costs o labor cost. E’ una variazione % che esprime quanto è variato il costo medio del lavoro (il salario) per unità di output in rapporto al costo totale dell’output. Dà informazione riguardo i costi di produzione, i prezzi, l’inflazione e il costo del lavoro.


Cos’è la politica economica | 7) Petrolio e risorse naturali

petrolio

– Baker hughes US oil rig count. E’ il numero di impianti di trivellazione attivi in USA. Dà informazioni sull’industria petrolifera USA. Il dato ha impatto sulla quotazione del greggio ed esce aggiornato ogni settimana.

– EIA crude oil stock change o variazione delle scorte di greggio. Misura la variazione delle scorte di barili di petrolio in USA. Il dato ha impatto sulla quotazione del greggio ed esce aggiornato ogni settimana.

– Api weekly crude oil stock. E’ la scorta di prodotti petroliferi creati nella settimana in USA. Dà informazioni sul mercato del petrolio in USA.

– EIA natural gas storage change o variazione di scorte di gas naturale. Misura la variazione delle riserve di gas naturale in USA.


Cos’è la politica economica | 8) Principali indicatori macroeconomici su consumi e investimenti

consumi

– Retail sales o retail trade o vendite al dettaglio. E’ la variazione % delle vendite al dettaglio di beni e servizi fatte da tutti i retailer, sia grandi che piccoli. Indica il consumo, la propensione alla spesa dei consumatori e quindi la salute di un’economia.

Se il dato è “ex-fuel” vuol dire che esclude i prezzi dei combustibili e quindi esclude i prezzi dell’energia. Se il dato è “ex-auto” esclude i prezzi delle automobili.

– Personal consumption expenditures o personal spending. E’ la spesa media o totale dei cittadini per beni e servizi nel periodo considerato. Oltre a misurare i consumi e quindi la crescita economica, è un dato spesso molto utilizzato dalle banche centrali per stimare l’inflazione futura. Se è core esclude i prodotti volatili a seconda della stagione come cibo ed energia.

– Bank lending. E’ la variazione % dei prestiti fatti dalle banche di un paese a cittadini e imprese.

– Lending to individuals. Sono i prestiti concessi ai cittadini nel periodo considerato, e include sia crediti per investimenti che crediti al consumo.

– Capital spending o private capital expenditure. Misura la variazione del capitale totale speso dalle aziende per investimenti.

– Consumer credit o credito al consumo. E’ la cifra totale che le persone hanno preso in prestito per sostenere il proprio consumo o rimandare pagamenti, e non per investimenti. Un alto dato stimola l’economia si, ma potrebbe anche essere un segnale che c’è un’eccessiva eccitazione economica, con le famiglie che cercano di vivere oltre i loro mezzi.

– Large retailers sales o vendite della grande distribuzione. E’ la variazione % delle vendite al dettaglio di beni e servizi fatte dai retailer più grandi come supermercati, grandi negozi e grandi catene.

– Total vehicle sales o new motor vehicle sales. Misura la vendita totale di automobili.

– Wholesale Sales. Misura la variazione % delle vendite dei grossisti.


Cos’è la politica economica | 9) Principali indicatori macroeconomici sulla manifattura e sull’industria

politica economica

Manufacturing PMI. L’indice mostra le condizioni economiche del settore manifatturiero, prendendo in considerazione i nuovi ordini, le scorte, l’occupazione, le consegne e la produzione futura. E’ un indicatore molto monitorato per capire la condizione generale della manifattura del paese.

– Industrial/manufacturing production o industrial/manufacturing output o industrial/manufacturing sales. Misura la variazione % della produzione totale del settore manifatturiero o industriale, escludendo le costruzioni.

– Business inventories. Misura la variazione % delle scorte di tutti gli attori del settore industriale: aziende manifatturiere, retailers e grossisti.

– Company gross operating profits. E’ la variazione % del totale dei gross operating profits delle aziende del paese.

– Factory orders o machinery orders o ordini all’industria. Mostra la variazione di ordini, spedizioni e scorte delle aziende manifatturiere, riguardo sia beni durevoli che non.

Nota: i beni di consumo durevoli sono beni che non esaurisco la loro utilità in un solo atto di consumo (per esempio una macchina o un frigo). Mentre i beni di consumo non durevoli finisco la loro utilità in un unico atto (per esempio il cibo).

– Industrial trends survey. Mostra l’opinione di esperti del settore manifatturiero riguardo i trend in atto e futuri del settore.

– Machine tool orders. Misura la variazione % di ordini delle aziende manifatturiere relativi a macchinari per la produzione.

– Wholesale inventories. Misura la variazione % delle scorte dei grossisti, ovvero del secondo step della catena del valore del settore manifatturiero.


Cos’è la politica economica | 10) Sondaggi su clima economico

principali indicatori economici

– Composite PMI. Misura la salute economica del settore dei servizi e di quello della manifattura considerati contemporaneamente.

– Non-manufacturing PMI. Misura la salute economica di tutti i settori non manifatturieri, inclusi i settori dell’estrazione, dell’agricoltura, delle comunicazioni, dei traporti e del retail trade. 

– Coincident index, economy watchers survey, leading economic index, ivy PMI. Sono tutti sondaggi che misurano la performance in generale dell’economia di un paese. Il dato è creato prendendo e ponderando altri indicatori più specifici come quello sugli ordini industriali, sul prezzo delle azioni, sull’occupazione, sulle costruzioni e molto altro. Il dato prende un nome diverso a seconda del paese a cui fa riferimento.

– Service PMI o tertiary industry index. Misura la condizione economica del settore terziario.

– Fed’s beige book. Misura il grado di ottimismo riguardo l’economia USA attraverso interviste ad autorità come economisti ed esperti dei mercati USA.


Cos’è la politica economica | 11) Strumenti finanziari

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– Budget surplus/deficit o deficit/surplus di bilancio o public sector net borrowing. E’ il bilancio pubblico di uno stato, ovvero entrate pubbliche meno spesa pubblica nell’anno in questione. Di solito è messo in relazione con il debito pubblico, quindi è consultato come “budget deficit/GDP”.

– Bill auction. Mostra com’è andata l’asta dei titoli di stato.

– Foreign bond investment. E’ il saldo tra le obbligazioni locali (emesse nella valuta corrente) collocate ad entità estere e obbligazioni estere comprate dai residenti del paese. Un dato positivo indica un capital inflow nel periodo considerato, un dato negativo indica un capital outflow nel periodo considerato.

– Foreign investment in local stock. E’ il saldo tra azioni locali collocate ad entità estere e azioni estere comprate dai residenti del paese. Un dato positivo indica un capital inflow nel periodo considerato, un dato negativo indica un capital outflow nel periodo considerato.

– Foreign portfolio investment in local securities e local portfolio investment in foreign securities. Il primo è il saldo di investimenti in strumenti finanziari (nuovi o disinvestimenti) nel paese. Il secondo è invece il saldo dei movimenti di investimenti finanziari da quel paese verso strumenti esteri. Includono stocks, bonds e money market.

– Foreign reserves. Sono gli asset che una banca centrale possiede in valute straniere. Per esempio include depositi in valute estere, bond esteri, e oro.


Cos’è la politica economica | Conclusione

In questo articolo:

– Hai appreso cos’è la politica economica e quali sono i principali indicatori macroeconomici che devi monitorare.

– Hai compreso quindi tutti gli eventi macroeconomici che puoi e devi monitorare sul calendario economico. Calendario economico live che puoi consultate direttamente in questo sito.

– Sei passato alla pratica: hai visto degli esempi sull’utilità pratica dei principali indicatori macroeconomici per il tuo trading.

Ti lascio con un’importante riflessione:

Spesso l’uscita di dati economici relativi ad un  paese ha effetti immediati abbastanza forti sulla valuta e sugli indici collegati a tale paese. Mi riferisco in particolare agli eventi che ti ho evidenziato in rosso. Però tali effetti sono a volte anti-intuitivi rispetto a quel che si può pensare!

expectation memeIl motivo è che gli investitori e i trader hanno delle aspettative sulle future mosse fiscali e monetarie. E sono tali aspettative che muovono il forex e gli indici azionari nel breve termine.

L’uscita di un dato inatteso può, a volte, far cambiare il sentiment degli operatori su una futura mossa fiscale o monetaria, e quindi la valuta o l’indice si muoverà aggiustando le nuove aspettative al nuovo scenario.

Per esempio, prendiamo il CPI dell’eurozona che nel 2016 era bassissimo.

Se fosse uscito un dato CPI inferiore alle attese degli operatori, in teoria ciò avrebbe significato che la valuta euro valeva di più ed era dentro un trend di bassa inflazione. In tal caso, l’euro con bassa inflazione sarebbe dovuto rimanere di valore più o meno costante.

Ma nella realtà, all’uscita di un dato CPI molto basso, l’euro si sarebbe deprezzato molto, perché tale dato avrebbe fatto crescere le aspettative (poi confermate) che Draghi avrebbe aumentato il QE a breve e quindi dato nuovi e forti stimoli per un deprezzamento dell’euro. Ciò perché Draghi voleva (e vuole) un CPI per l’eurozona “close but below 2%”.

Un altro esempio sono l’uscita di dati manifatturieri positivi e di dati sull’inflazione al rialzo in USA nel 2016. L’uscita di questi dati così positivi e sopra le attese in USA nel 2016 avrebbe fatto (ed ha fatto) rafforzare il dollaro, perché ha aumentato le aspettative che la FED avrebbe rialzato i tassi presto, visto che l’economia, l’industria e l’inflazione USA andavano molto bene.

Insomma, devi sempre paragonare le aspettative degli operatori con i dati economici reali che escono di volta in volta. E poi valutare come le divergenze tra aspettative e dati reali influenzino gli asset su cui fai trading

Ti ricordo le ultime 2 cose:

matrimonio meme– Nel calendario economico trovi accanto al dato reale il dato “previsione”, che rappresenta le aspettative degli operatori.

– Le considerazioni più importanti riguardo le aspettative degli operatori e su come tali aspettative influenzino le principali valute…le faccio io per te!

Basta che consulti ogni settimana le previsioni forex. Poi nulla ti vieta di usare queste mie analisi fondamentali come spunto o base di partenza per pensieri e previsioni tue personali.

Per oggi è davvero tutto. Questo è stato l’ultimo articolo del corso completo sul trading, lascia che ti saluti per bene 🙂


Goodbye my friend 🙁

Ci sono 2 possibilità:

A) Se sei arrivato a questa lezione conclusiva del corso senza esserti letto tutte le altre, ti consiglio di iscriverti ai contenuti premium dal form qui sotto. E soprattutto ti consiglio di cominciare dall’inizio questo corso online sul trading totalmente gratuito.

B) Se invece sei arrivato fin qui leggendo tutte le altre lezioni, lascia prima di tutto che ti ringrazi.

Se hai letto tutte le lezioni del corso vuol dire che i contenuti gratuiti che hai trovato qui ti sono piaciuti. E soprattutto ti sono stati utili per apprendere le basi del trading.

Aver ricevuto la tua fiducia è qualcosa che mi gratifica molto. Resto come sempre a tua disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Ma permettimi di andare oltre. Se hai letto e assimilato tutti gli articoli del corso, vuol dire che devi passare alla fase 3 per guadagnare con il trading.

Se non ti ricordi le fasi per guadagnare con il trading, esse sono:

1) Dimenticare tutto quello che di sbagliato sai sul trading > Fase che hai completato consultando i primissimi articoli del corso e leggende il mio PDF bonus “I 5 falsi miti sul trading”.

2) Imparare le base del trading > Fase che hai completato oggi terminando questo corso.

3) Esercitarti con un capitale di €1,000 e creare il tuo stile di trading > Ora sei pronto per iniziare a mettere a punto il tuo stile di trading vincente. Per farlo, il miglior modo è investire un capitale reale ma basso per esercitarti. Personalmente ritengo che €1,000 siano perfetti.

Esercitarti con un capitale modesto ma non insignificante in questa fase è infatti fondamentale. Non per le somme che vai a guadagnare o a perdere, ma per capire le “sensazioni” del trading con soldi veri e soprattutto per mettere a punto il tuo personale stile operativo vincente.

Ora devi quindi concentrati sulle tue performance percentuali, non certo su quanti soldi guadagni o perdi.

4) Una volta che le tue performance sono buone per qualche mese di fila ed hai messo a punto il tuo stile di trading, puoi passare alla fase 4 > investire somme maggiori di €1,000 e “iniziare a fare sul serio”.

Insomma, è arrivato il momento per te di iniziare ad operare su dei conti di trading reali!

Puoi iniziare sin da oggi ad esercitarti su dei conti reali sui broker che ti ho consigliato più volte nel corso. Dunque:

1) Apri un conto reale di opzioni binarie con il broker iq option attraverso questo link (oppure trasforma il tuo vecchio conto demo in uno reale)

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Se vuoi ricevere un PDF bonus, però, ti ricordo che devi aprire il conto reale XM dalla pagina Broker CFD: iscriviti da qui e ricevi un PDF in omaggio. 

Pagina che trovi sempre fissata in alto a destra nel menù principale del sito.

Avviso di rischio: il vostro capitale potrebbe essere a rischio. Questo materiale non rappresenta un consiglio di investimento.

Ti ringrazio nuovamente della fiducia che hai riposto in me. E ti auguro i migliori successi come trader!! 🙂


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Ho un’ultima cosa per te: qui di seguito trovi un box di sintesi riguardo i principali punti chiave di questo articolo. Trovi uno schema del genere in tutti gli articoli di questo corso.

Ti abbraccio e alla prossima!

Giovanni alias Fairmaster


Box di sintesi lezione 20 | Il Trading Per Te

Cos’è la politica economica? Come funziona? Cosa sono gli indicatori macroeconomici? Quali sono gli indicatori macroeconomici più importanti? Qui trovi tutte le risposte

– Gli indicatori macroeconomici sono delle grandezze economiche che forniscono informazioni sull’attività economica di un paese e sugli effetti della politica economica attuata in tale paese

– La politica economica è l’intervento dei poteri pubblici sull’economia per modificare il sistema economico di un paese a livello macroeconomico e raggiungere degli obiettivi economici prefissati

– Politica Economica = Politica Monetaria + Politica Fiscale

– I decisori della politica economica sono 3: governo/parlamento/enti pubblici, banca centrale e UE

– Gli obiettivi della politica economica sono 5: crescita PIL, piena occupazione, stabilità dei prezzi, equa distribuzione del reddito e sostenibilità del debito/PIL

– Capire e monitorare i principali indicatori macroeconomici dei paesi che analizzi ti rivela molte informazioni sul presente e sul futuro delle economie di tali paesi. E di conseguenza accumuli molte informazioni sia sul futuro degli indici azionari di riferimento che sul futuro delle loro valute. E questo ti permette di operare come trader in modo molto efficace

– In questo articolo puoi consultare quando vuoi tutti i principali indicatori macroeconomici che trovi sul tuo calendario economico. Li ho divisi per te in 11 categorie

– Spesso l’uscita di dati economici relativi ad un paese ha effetti immediati abbastanza forti sulla valuta e sugli indici collegati a tale paese. Però tali effetti sono a volte anti-intuitivi rispetto a quel che si può pensare, perché devi sempre paragonare le aspettative degli operatori con i dati economici reali che escono di volta in volta. E poi valutare come le divergenze tra aspettative e dati reali influenzino gli asset su cui fai trading

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