Le 5 regole d’oro del money management nel trading: impara quanto e come rischiare

Che cos’è il money management nel trading?

Nel trading il money management è l’insieme di regole riguardo la scelta di quanti soldi rischiare e (potenzialmente) guadagnare. Sia per ogni singola operazione aperta che per l’insieme di operazioni aperte

Se sai un minimo di inglese, sai già che la traduzione letterale di money management è “gestione del denaro”, o meglio “gestione del capitale”. Ed infatti le regole di money management ti aiutano a gestire al meglio il tuo capitale. Questo nell’ottica della grandezza delle posizioni e del rischio da correre per ognuna delle posizioni che andrai ad aprire.

Insomma, le regole di money management ti aiutano a non fare fesserie 🙂

Ti dico subito che queste regole di money management nel trading devi essere tu a fissarle e crearle. Chiaramente entro certi limiti che ti sto per dire in questo articolo.

La premessa però è:

“Primo: non prenderle!” Cit. Enzo Bearzot

Enzo Bearzot è stato il più grande precursore del money management. Bearzot, il celebre allenatore della nazionale di calcio italiana trionfante ai mondiali di Spagna 82, sapeva già tutto. Senza saperlo, Bearzot riassunse in 3 parole l’essenza del money management 😀

Il money management nel trading ti permette di “difenderti” quando le cose vanno male. Ti permette appunto di non prenderle, o prenderle in modo molto moderato. Se moderi le perdite, sarà molto più facile andare in profitto netto quando poi beccherai delle trade in guadagno. 

bearzot

In questo articolo:

1) Ti spiego che cos’è il money management e quali sono le 5 regole d’oro che devi rispettare per gestire al meglio il tuo capitale.

2) Ti faccio vedere come il money management si traduce nella pratica negli ordini di trading che immetti.

3) Ti spingo a passare all’azione ed a creare, sin da subito, le tue personali regole di money management che poi dovrai sempre rispettare. Sia sul trading CFD che su quello binario.

Ho sintetizzato dunque tutto quello che devi sapere sul money management in 5 regole d’oro. Iniziamo ad esplorarle.


1° e 2° regola d’oro del money management: le percentuali di rischio

Vediamo subito le prime 2 regole d’oro del money management:

1° regola d’oro del money management: devi rischiare soltanto una certa percentuale del tuo capitale per ogni singola operazione aperta

2° regola d’oro del money management: devi rischiare soltanto una certa percentuale del tuo capitale sommando tutte le operazioni aperte nello stesso momento

Ti faccio un esempio per aiutarti a comprendere meglio queste prime 2 regole. Una strategia di money management potrebbe essere la seguente.

golden rulesPer ogni operazione aperta rischi soltanto l’1% del tuo capitale. Mentre per tutte le operazioni aperte rischi un massimo del 4% del tuo capitale. Di conseguenza, ti potresti trovare con un massimo di 4 operazioni aperte contemporaneamente su 4 asset diversi, e mai di più.

Hai capito il meccanismo?

Queste prime 2 regole d’oro del money management, inoltre, valgono sia se operi sui CFD sia se operi sulle opzioni binarie

Da questo momento in poi mi concentrerò invece sull’applicazione del money management sui CFD, visto che è decisamente più complesso come argomento. Ma se operi o vuoi operare anche sulle opzioni binarie, non temere. Nella parte finale di questo articolo ti parlerò in modo specifico del money management applicato alle opzioni binarie.


Le percentuali di rischio sul trading CFD

Ok, hai capito che devi rischiare per ogni singola operazione una certa percentuale del tuo capitale. Ed hai anche capito che tutte le operazioni aperte contemporaneamente devono rappresentare un’altra percentuale del tua capitale.

Ma queste percentuali, quali sono esattamente? Ti risponderò in modo molto chiaro.

1° regola d’oro per i CDF:

E’ una tua scelta decidere di rischiare, per ogni singola operazione aperta, da un minimo di 0.5% fino ad una massimo del 2% del tuo capitale

2° regola d’oro per i CFD:

E’ una tua scelta decidere di rischiare, sul totale di tutte le operazioni che rimangono aperte insieme, un massimo pari al 4% del tuo capitale. Va bene decidere di rischiare meno del 4%, ma mai rischiare oltre. E mai trovarsi con più di 4 operazioni aperte contemporaneamente 

Mi raccomando, una volta che hai definito queste prime 2 regole devi essere precisissimo nella loro applicazione!

precisione money management

Ti faccio ora qualche esempio.

Se scegli di rischiare lo 0.5% del tuo capitale per ogni operazione, allora potrai rischiare massimo il 2% del tuo capitale contemporaneamente su 4 diverse posizioni. Invece, se scegli di rischiare l’1% del capitale per singola operazione, rischierai massimo il 4% (o chiaramente anche meno se decidi di tenere aperte meno di 4 posizioni alla volta).

Se scegli il 2% di rischio su singola operazione, rischierai massimo il 4% del tuo capitale ma con un massimo di sole 2 posizioni aperte contemporaneamente (mentre nei due esempi precedenti potevi arrivare fino a 4 posizioni).

Come vedi hai una certa flessibilità di scelta nelle regole di money management da fissare per il tuo trading CFD

Non devi però mai sforare i parametri che scegli. Rischiare il 20% del proprio capitale in una singola trade CFD è follia. O meglio, è la ricetta certa per perdere tutto il proprio capitale nel medio-lungo termine.

Ok, ora sento la tua obiezione. La percepisco. Ti stai chiedendo: ma come faccio, nella pratica, ad impostare delle trade CFD che mi permettono di rischiare solo una certa percentuale del mio capitale?

La risposta giace nell’uso corretto di due cose: gli stop loss e il giusto volume (in lotti) da acquistare quando apri le tue posizioni sui CFD.


3° regola d’oro del money management: usa sempre gli stop loss ed i giusti lotti

La scelta e l’uso dei giusti lotti e dei giusti stop loss rappresenta il modo concreto per applicare le prime 2 regole di money management che abbiamo definito.

Ma che cos’è uno stop loss?

Uno stop loss è un ordine di uscita automatica da una trade nel momento in cui essa si muove nella direzione opposta a quella sperata e tocca un certo livello di prezzo pre-selezionato

Ti faccio un esempio.

Il CFD EUR/USD quota 1.10, e tu imposti un ordine al prezzo corrente al rialzo (long). Contemporaneamente, imposti uno stop loss connesso a tale ordine a 1.09. Ciò significa che se il cross si muove al ribasso, arrivato a 1.09 l’ordine si chiude in automatico in perdita. Però in questo modo eviti che, magari, la trade possa andare a 1.08 o a 1.07. O anche oltre al ribasso, causandoti perdite ben superiori.

Ti ricordo inoltre che nel trading CFD i volumi sono divisi in lotti. 1 lotto equivale a 100,000 unità di asset. Ma puoi acquistare anche frazioni di lotto fino a 0.01. Come puoi ben intuire, i potenziali guadagni (o perdite) di una trade CFD sono direttamente proporzionali al volume (cioè al numero di lotti) che decidi di acquistare.

Ciò vuol dire, per esempio, che se acquisti 2 lotti di EUR/USD guadagnerai (o perderai) molti più soldi di quelli che avresti guadagnato (o perso) acquistando 0.5 lotti di EUR/USD. Ora seguimi bene, perché ti riporto una frase che sintetizza bene l’applicazione pratica del money management sui CFD.

La percentuale di capitale che decidi di rischiare per ogni singola trade dipende da due fattori: la quantità di lotti che acquisti e la distanza dei tuoi stop loss dal prezzo di apertura della trade

Vediamo di seguito un esempio che ti permette di capire meglio questo concetto.

money managementDecidi di entrare short (al ribasso) sul CFD EUR/USD un po’ prima di una resistenza. Parleremo di supporti e resistenze più avanti nel corso. Per capire questo esempio, ti basta sapere che una resistenza è un livello di prezzo che l’asset analizzato potrebbe toccare per poi rimbalzare al ribasso.

La  prima cosa da decidere è lo stop loss. Decidi di piazzarlo un po’ più in alto di tale resistenza. Cosi nel caso i cui prezzi rompano questa barriera al rialzo, la tua perdita sarà limitata.

Bene, la distanza tra il prezzo di apertura e lo stop loss la scegli graficamente. Ti ritroverai dunque prima con il prezzo di apertura, un po’ più in alto il livello di resistenza, ed un po’ più in alto ancora il livello di stop loss selezionato. Facendoti un esempio concreto super semplice: il tuo prezzo di apertura potrebbe essere a 1.09, la resistenza a 1.10, e lo stop loss a 1.11. 

La seconda cosa da decidere, ora, è il volume da comprare, ovvero il lotto. 

Il tuo capitale è di €10,000. Secondo le regole di money management che ti sei prefissato rischi soltanto l’1% del tuo capitale a operazione. Dunque rischi solo €100 per operazione.

Non devi far altro che impostare la giusta quantità che, con questa distanza di stop loss, porterebbe una perdita di €100 nel caso lo stop loss scattasse. Provi prima (senza aprire l’ordine) con un lotto di 0.5. No, decisamente troppo, rischi quasi €500 con questa quantità.

Allora riduci il lotto a 0.1. Eccoci, ci siamo. La perdita impostata con tale stop loss è €100, rispetta dunque le tue regole di money management. Puoi aprire l’ordine short con 0.1 di lotto e con il livello di stop loss impostato a 1.11.

Nota bene: tratterò più avanti nel corso in articoli specifici e con esempi grafici il come impostare manualmente i lotti e gli stop loss sulle tue piattaforma di trading. Qui devi solo capire il money management e capire come gli stop loss ed i lotti servano ad applicarlo nella pratica.


Pausa! 

Siamo arrivati più o meno a metà di questo articolo su tutto quello che devi assolutamente sapere sul money management. Ti sta piacendo? Lo trovi utile? E’ uno dei migliori articoli sul money management che hai trovato online?

Be’, allora potresti dimostrarmi il tuo apprezzamento aggiungendomi un bel like su Facebook! A te non costa niente, mentre per me conta veramente tanto. Basta che clicchi sul bottone qui sotto.

Grazie infinite! Ora proseguiamo.


Applicare il money management sui CFD in 3 passaggi

Ricapitoliamo brevemente in 3 passaggi quello che devi fare per applicare le prime 3 regole di money management nella tua strategia di trading sui CFD.

1) Scegli il prezzo d’entrata della tua trade.

2) Decidi lo stop loss connesso al prezzo d’entrata che hai scelto.

3) Imposta il corretto lotto in modo tale che se lo stop loss scattasse, perderesti esattamente la percentuale di capitale che hai deciso di rischiare sulla singola trade.

Nota che un grandissimo vantaggio degli ordini pendenti è che puoi impostare con tutta calma i giusti rapporti “distanza stop loss/lotto”. Se non sai cosa sono gli ordini pendenti, sono degli ordini pre-selezionati che scattano solo al raggiungimento del prezzo scelto. Vedremo tutto in dettaglio nel prossimo importantissimo articolo sugli ordini del trading

scienziato pazzoCon gli ordini a prezzo corrente, invece, devi conoscere il giusto lotto a priori, perché l’ordine parte immediatamente. 

Un trucco che ti posso suggerire in questo caso è quello di calcolare in un altro punto del grafico, ad occhio, la distanza tra prezzo d’entrata e stop loss che andrai a impostare. In questo modo capisci più o meno il lotto giusto da impostare. A questo punto, fai partire l’ordine a mercato con il lotto corretto ed il giusto stop loss.

Un’altra cosa da tenere a mente è che più lo stop loss è “stretto”, ovvero vicino al prezzo di apertura, più puoi aumentare i lotti su cui operi a parità di rischio. Dunque più lo stop loss è stretto e maggiori saranno i tuoi guadagni se la trade si muoverà poi a tuo favore. 

Naturalmente, però, essendo più vicini al prezzo di apertura, gli stop loss stretti potrebbero scattare con più facilità rispetto a stop loss più larghi. Quindi la probabilità di perdere la trade è maggiore.

E’ tutto chiaro?

Il lavoro di scegliere prezzo d’entrata, stop loss e lotto deve essere molto serio e minuzioso. Devi essere preciso come uno scienziato in laboratorio!

Respira un po’, hai appena appreso dei concetti di money management molto importanti. Sei pronto a continuare? Passiamo alla regola d’oro del money management numero 4: l’uso dei take profit.


4° regola d’oro del money management: non applicare regole rigide sui take profit

Prima di tutto definiamo cosa sono i take profit.

Un take profit è un ordine di uscita automatica da una trade nel momento in cui essa si muove nella direzione sperata e tocca un certo livello di prezzo pre-selezionato

Un take profit è in pratica l’opposto di uno stop loss. Ti darò molte più notizie su stop loss, take profit e ordini pendenti nel prossimo articolo. Ti dico subito però che il money management va eseguito in modo molto diverso a seconda si parli di stop loss o take profit.

Sugli stop loss devi seguire leggi imprescindibili, inamovibili, direi quasi “sacre”. Riguardo i take profit, invece, puoi e devi essere molto più “easy”, creativo, e capace di adattarti a diverse situazioni. 

In breve, ti suggerisco di non applicare alcuna regola rigida sui take profit da impostare!

take it easyMolti operatori nell’ambito della formazione del trading CFD suggeriscono che i tuoi take profit devono essere posizionati in modo tale da guadagnare almeno 3 volte il tuo rischio in termini di stop loss.

Dunque, secondo questa regola, se per esempio rischi l’1% del tuo capitale in una trade, dovresti chiudere la posizione con un take profit in un punto che va da un minimo di +3% di guadagno in poi. Ora, questa regola non è male di per sé, potresti anche decidere di seguirla.

Ma il punto è che il “quando” chiudere una trade in profitto è una materia a parte. Che personalmente classifico sotto l’argomento di “gestione della posizione”. E per il quale sconsiglio di dare regole troppo ferree.

Ti riporto ora un paio di esempi che ti fanno capire che avere delle regole rigide nell’impostazione dei take profit è spesso controproducente.

1) Sei in profitto su una trade CFD su EUR/USD. Tra un’ora, però, uscirà un dato economico importantissimo che potrebbe o azzerare i tuoi guadagni di giorni su questa trade oppure aumentare ancor di più i tuoi profitti.

Cosa puoi fare? Potresti, più che fissare un fisso take profit, avvicinare lo stop loss fino a un certo livello di prezzo in cui se scatta sei comunque in profitto. In questo modo se la notizia è positiva per te, aumenterai i tuoi profitti. Se è negativa e ti si rivolta contro, lo stop loss scatta ma parte dei profitti creati saranno incassati.

2) Hai raggiunto un primo target di prezzo su EUR/USD. Però pensi che la trade potrebbe continuare a muoversi a tuo favore. Per mettere a sicuro parte dei profitti, quindi, decidi di chiudere metà posizione e lasciare l’altra metà aperta.

I due esempi di sopra sono esempi di gestione di una posizione aperta in profitto. Come vedi, è meglio non darsi delle regole fisse riguardo i take profit da impostare. Dipende dalla situazione della singola trade, e dipende da come essa evolve.


Il money management sulle opzioni binarie: regole molto simili ai CFD

Le prime 2 regole d’oro sul money management che ti ho mostrato per i CFD valgono, seppur leggermente modificate, anche per le opzioni binarie.

1° regola d’oro per le opzioni binarie:

E’ una tua scelta decidere di rischiare, per ogni singola operazione aperta, da un minimo dell’1% fino ad una massimo del 3% del tuo capitale

Se per i CFD il range di scelta che ti ho suggerito era 0.5%-2%, con le opzioni binarie puoi aumentare un po’ il range.

Puoi decidere di spingerti un po’ oltre con il rischio perché le opzioni binarie hanno lo svantaggio di avere un payout basso rispetto al rischio che ti prendi, ma anche il vantaggio di poter essere vinte senza dipendere dall’intensità del movimento dell’asset. Se vuoi puoi dunque decidere di rischiare leggermente di più per singola operazione. Anche se alla fine, come vedi, la differenza sul range di scelta è abbastanza minima.

2° regola d’oro per le opzioni binarie:

E’ una tua scelta decidere di rischiare, sul totale di tutte le operazioni aperte in una settimana, un massimo pari al 5% del tuo capitale. Va bene decidere di rischiare meno del 5%, ma mai rischiare oltre. E mai aprire più di 4 posizioni a settimana

Anche la seconda regola è molto simile a quella per i CFD e leggermente rivista al rialzo. L’unica grossa differenza è che mentre nei CFD il concetto era di avere dei limiti sul totale delle trade aperte contemporaneamente, qui c’è il concetto di avere dei limiti sul totale delle trade aperte in una settimana.

Infatti, come sai le opzioni binarie sono molto più adatte al daytrading rispetto ai CFD. Quindi potresti correre il rischio di aprire veramente tante posizioni a settimana. Cosa che ti sconsiglio: entreresti nel cosiddetto “overtrading”. E correresti il serio rischio di fare delle sciocchezze. Meglio scegliere poche trade binarie a settimana ma buone 😉

In sintesi: rischia tra l’1% ed il 3% del capitale per singola opzione binaria, per una massimo complessivo del 5% del capitale a settimana. E spalma il rischio su massimo 4 trade a settimana


5° regola d’oro del money management: controlla la tua mente

Marco ha iniziato a fare trading online da poco.

Dopo qualche trade vincente, Marco ha iniziato a perdere molte trade di fila. Fino al punto in cui è arrivato ad avere una perdita complessiva abbastanza importante. Ma Marco non accetta il fatto che questi soldi siano andati via per sempre. 

Così decide di “rischiare” di più. Raddoppia, triplica, anche quadruplica i volumi (i lotti). Cosicché anche solo la vincita di una singola trade potrà ridargli tutto il denaro perso fin ora. La prima volta gli va bene, e ritorna in pari.

Dopo un altro po’ di tempo, si ritrova nella stessa situazione. E si comporta esattamente come prima. Quadruplica la quantità di una singola trade per ripagare le sue perdite. Ma questa volta la trade la perde.

Ora è sotto di un bel po’. Ma Marco non si arrende, e rischia tutto su un’unica trade, al massimo del lotto che può rischiare. Perde, ed il suo capitale è praticamente azzerato.

La storia (agghiacciante) di sopra non è poi molto diversa da esperienze che tantissimi trader attraversano. Soprattutto trader alle prime armi, ma anche trader più esperti

x men mente

Il trading non perdona! Ricordalo sempre. Se “esci di senno”, anche solo per un giorno, anche solo per una trade, potresti fare dei danni colossali al tuo capitale. Quest’ultima regola d’oro vale per qualsiasi tipo di trading: CFD, binario e anche su altri strumenti finanziari.

Un buon trader deve essere molto forte psicologicamente. Deve accettare le perdite e rispettare le sue regole di money management, sempre. Sia nei momenti in cui le cose vanno bene, ma sopratutto nei momenti in cui va tutto male.

Se entri in una striscia perdente di trade, probabilmente è la tua formazione e/o la tua operatività che deve migliorare. Il Trading Per Te ti aiuta proprio in questo: capire dove e come migliorare come trader. Non è certo il tuo money management a dover cambiare. Ovvero, non sono certo i tuoi rischi a dover aumentare. Mi segui?

Per farti capire meglio questo concetto, ti do 3 consigli quasi personali:

1) Devi sempre, sempre, sempre rispettare le regole di money management che ti sei imposto e che ricadono dentro i limiti definiti prima. Sempre!

2) Se perdi diverse trade di fila, non operare per un po’. Rimetti un po’ a posto le idee, e poi magari ricomincia aggiustando qualcosa nella tua strategia.

3) Se ti trovi in una situazione mentale instabile, non fare trading. Se hai avuto un lutto, o sei in un momento di depressione o sconforto, o non sei equilibrato per un qualsiasi motivo esterno, semplicemente fai passare qualche giorno, finché non ti sarai calmato.

Il trading online è un’attività molto più mentale di quello che si possa pensare. Cerca di essere una persona equilibrata, solo così diventerai un trader di successo. L’equilibrio nella mente lo si ottiene, nel trading, in primis rispettando le proprie regole di money management. Sempre.

Per ricalcare l’importanza della mente nel trading ti riporto questo breve spezzone di video in cui parla un altro mio personale punto di riferimento italiano sul trading: Giacomo Probo.

Ho ritagliato per te solo una piccola parte di questo video, la parte che ritengo più interessante. Vediamo quindi questo spezzone di video prodotto da WebankTV e poi commentiamolo insieme:

I 3 punti rilevanti di questo spezzone di video sono:

1) Per fare trading con successo sono importanti in ugual modo sia la tecnica che la mente, ovvero l’atteggiamento mentale. Sono 2 requisiti assolutamente complementari.

2) Passare da un conto demo a un conto reale è un passaggio molto delicato perché cambia totalmente la psicologia di una persona verso l’attività del trading.

3) La mente di una persona influenza quindi tantissimo il suo stile trading. Ma la mente di ogni trader è diversa, ed a volte molte convinzioni e credenze ci impediscono di avere il giusto atteggiamento verso il trading. Cerca quindi di trovare il tuo personale equilibrio mentale per fare trading con successo.

Scusami se alcune parti di questo spezzone sono un po’ tagliate male, il montaggio del video madre non è un granché 👿 Ma l’importante è che tu abbia capito che la tua mente è importante tanto quanto le nozioni tecniche. E nel trading avere una mente forte si riflette soprattutto nel rispettare sempre il proprio money management.

In questo video Probo parla di alcuni concetti presenti dentro il suo libro best seller “La mente del trader: trading vincente senza farsi condizionare dalle emozioni“. Libro che mi è piaciuto molto e che ti consiglio.


Conclusioni + pratica + un trucco finale

Innanzitutto, ti dico che sei vuoi trovare un mini riassunto di molte delle cose che abbiamo detto puoi dare un’occhiata alla pagina di borsa italiana: sotto la lente. Questa fonte ti riporta in bullet points molte delle cose che abbiamo visto oggi, anche se con un linguaggio molto più tecnico (il famoso “gergo” che a me piace così poco 🙂 )

Ora che hai imparato cos’è il money management e le sue regole, ti chiedo di passare alla pratica. Però oggi niente di troppo impegnativo. Devi semplicemente prendere carta e penna o aprire un file di word e:

1) Pensa, decidi e poi scrivi le tue personali regole per il trading CFD che applicherai da oggi in poi. Applicherai queste regole che scegli oggi sia per esercitarti su un conto demo che per fare trading vero con soldi reali, quando e se in futuro sarai pronto.

2) Stessa cosa riguardo le opzioni binarie. Pensa, decidi e poi scrivi le tue personali regole per il trading binario che applicherai da oggi in poi. Applicherai queste regole che scegli oggi sia per esercitarti su un conto demo che per fare trading vero con soldi reali, quando e se in futuro sarai pronto.

Siamo arrivati alla fine di questo articolo sul money management. Oggi hai:

putin occhiolino1) Scoperto cos’è il money management e imparato le sue 5 regole d’oro.

2) Imparato come applicare nella pratica il money management scegliendo i giusti lotti e stop loss.

3) Sei passato all’azione. Hai definito le tue regole di money management da rispettare in futuro sia per il trading sui CFD che su quello sulle opzioni binarie.

Ti lascio con una chicca finale riguardo le correlazioni. Come sai alcuni asset finanziari sono correlati tra loro. Queste correlazioni possono essere “dirette” o “inverse”.

Cosa c’entra questo con il money management? C’entra, perché ciò è alla base di una regola d’oro “extra”, che spesso pochi trader considerano.

Mai aprire contemporaneamente delle posizioni (di uguale direzione) su 2 asset che sono direttamente correlati. E mai aprire contemporaneamente delle posizioni (di direzione opposta) su 2 asset che sono inversamente correlati

Sarebbe solo un modo di “raddoppiare” il tuo rischio percentuale su due posizioni che rappresentano in realtà una singola trade.

Ti faccio un esempio.

Una super classica, intramontabile correlazione è quella quasi perfettamente inversa tra EUR/USD e USD/CHF. Se il primo cross sale, il secondo scende, in modo quasi perfetto. Dunque aprire nello stesso momento una posizione long su EUR/USD ed una short su CHF/USD è un errore (o orrore!). Semplicemente, raddoppi il rischio su una stessa posizione. 

Ti ricordo che nella pagina correlazioni trovi calcolate le correlazioni sugli asset finanziari globali più rilevanti, e sono aggiornate ad ogni inizio del mese. 

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Questa volta è veramente la fine, giuro! Ti è piaciuto? Hai capito cos’è il money management? Hai trovato questo articolo utile per la tua formazione?

Se la risposta a queste domande è si, ti lascio con un paio di richieste:

1) Se non lo hai già fatto, potresti mettermi un bel like su Facebook? A te non costa niente, mentre per me vale veramente tantissimo. Clicca sul bottone qui sotto!

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Infine, ti ricordo che se hai qualche dubbio o se vuoi dirmi/chiedermi qualcosa puoi commentare l’articolo qui in basso oppure puoi scrivermi in privato a info@iltradingperte.com. Sarò lieto di rispondere alla tue domande!

Ho un’ultima cosa per te: qui di seguito trovi un box di sintesi riguardo i principali punti chiave di questo articolo. Trovi uno schema del genere in tutti gli articoli di questo corso.

Ti abbraccio e alla prossima!

Giovanni alias Fairmaster


Box di sintesi lezione 8 | Il Trading Per Te

Le 5 regole d’oro del money management nel trading: impara quanto e come rischiare

– Nel trading il money management è l’insieme di regole riguardo la scelta di quanti soldi rischiare e (potenzialmente) guadagnare. Sia per ogni singola operazione aperta che per l’insieme di operazioni aperte

– Esistono 5 regole d’oro di money management nel trading:

1) Sui CFD rischia sempre, per singola operazione aperta, dentro il range 0.5%-2% del tuo capitale. Il range diventa 1%-3% sulle opzioni binarie

2) Sui CFD rischia sempre, sul totale delle posizioni aperte insieme, un massimo pari al 4% del tuo capitale e con massimo 4 posizioni. Sulle opzioni binarie rischia massimo il 5% del tuo capitale a settimana, spalmate su un massimo di 4 trade

3) Usa sempre i giusti stop loss ed i giusti lotti

4) Non applicare regole rigide sui take profit

5) Controlla la tua mente

– Passa alla pratica: definisci le tue regole di money management adesso

– Mai aprire contemporaneamente delle posizioni (di uguale direzione) su 2 asset che sono direttamente correlati. E mai aprire contemporaneamente delle posizioni (di direzione opposta) su 2 asset che sono inversamente correlati

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